Beatrice Trussardi: Fondazione Trussardi presenta “A Friend”

Beatrice Trussardi, Presidente di Fondazione Trussardi, porta a Milano Ibrahim Mahama. In occasione dell’Art Week, l’artista ghanese è stato invitato a realizzare un’installazione su scala urbanistica che coinvolgerà interamente un luogo simbolo della città: il crocevia di Porta Venezia. Una delle sei porte principali della cinta urbana, ne è stata per secoli la porta d’Oriente: segnando il confine tra territorio urbano e campagna, ha contribuito a definire la topografia di Milano e la relazione tra la città e il mondo esterno.
“A Friend” nasce proprio intorno al concetto stesso di “soglia” come luogo di passaggio: un punto di snodo tra l’interno e l’esterno, il sé e l’altro, l’amico e il nemico.

Un’installazione imponente, che si colloca perfettamente nel percorso intrapreso da Fondazione Trussardi a partire dal 2003, con la Presidenza di Beatrice Trussardi e la Direzione Artistica di Massimiliano Gioni. Portare l’arte contemporanea nel cuore della città di Milano, riscoprendo e valorizzando luoghi dimenticati o insoliti: un intento che oggi, a distanza di 16 anni, trova espressione in “A Friend”. Avvolgendo i caselli neoclassici di Porta Venezia con sacchi di juta, Ibrahim Mahama conferisce ai due edifici una nuova identità, una seconda pelle. Nel suo lavoro di reinterpretazione, chi quotidianamente abita e frequenta la città avrà modo di riscoprirne l’essenza anche in virtù della loro origine storica, della funzione simbolica ed economica ricoperta. Non più solo semplici monumenti, ma luoghi di incontro, di scambio commerciale.

Passato e presente arrivano così a fondersi nell’opera, che al pari di numerose altre “dimostrazioni civili” realizzate nelle capitali dell’arte contemporanea da Mahama (è l’artista stesso a descriverle così), vuole anche far riflettere sulla complessità del mondo in cui viviamo e sulle tensioni globali che lo dominano. Attraverso la ricerca e la trasformazione dei materiali, Ibrahim Mahama indaga infatti alcuni dei temi più importanti della contemporaneità: la migrazione, la globalizzazione e la circolazione delle merci e delle persone attraverso i confini e le nazioni. L’artista impiega nell’installazione materiali raccolti da ambienti urbani, come frammenti architettonici, legno, tessuti. E sacchi di juta, cuciti insieme e drappeggiati su imponenti strutture architettoniche.

Fabbricati in Asia e importati in Africa per il trasporto su scala internazionale di merci alimentari, i sacchi richiamano i mercati del Ghana, da dove l’artista proviene. Le loro drammatiche ricuciture, nell’ottica dell’artista, diventano garze che tamponano le ferite della storia: in esse si riflettono i conflitti e i drammi che per secoli si consumano all’ombra dell’economia globale. Ognuno è intriso della forza lavoro che si cela dietro la circolazione internazionale di merci: “Racconta delle mani che l’hanno sollevato, come dei prodotti che ha portato con sé, tra porti, magazzini, mercati e città. Le condizioni delle persone vi restano imprigionate. E lo stesso accade ai luoghi che attraversa”.

Visitabile dal 2 al 14 aprile 2019, “A Friend” è prodotta in collaborazione con miart, fiera d’arte moderna e contemporanea di Milano: a partire dal 2013 l’ente guidato da Beatrice Trussardi ha presentato nell’ambito dell’Art Week milanese una serie di progetti speciali, mostre temporanee, performance e interventi pop-up, portando a Milano artisti internazionali tra cui Jeremy Deller, Sarah Lucas, Gelitin, Darren Bader e Stan VanDerBeek.