Beatrice Trussardi si racconta a “Casa Living Korea”

beatrice trussardi

“Casa è stare con le persone a cui tengo, la famiglia, gli amici, le persone con cui condivido i miei progetti. Ma soprattutto casa è il mio spazio interiore, un luogo dove rigenerarsi riposare”: Beatrice Trussardi apre le porte del suo appartamento milanese al prestigioso magazine internazionale “Casa Living Korea”. Nell’intervista l’imprenditrice culturale parla di impegni professionali e passioni, a partire da quella per l’arte. Una costante nella sua vita: “Sono cresciuta in una famiglia e in un ambiente completamente circondato di arte e artisti, ricco di stimoli”.

Gli studi a New York, le prime esperienze in importanti musei come il Guggenheim, il Metropolitan e il Museum of Modern Art. Fino al rientro in Italia: con Fondazione Trussardi, Beatrice Trussardi ha inaugurato un modello inedito di fruizione dell’arte, portandola negli spazi meno conosciuti di Milano ma particolarmente suggestivi, rendendola accessibile a tutti, a titolo gratuito, perché “se il pubblico non va verso l’arte è l’arte ad andare verso il pubblico”. Un modello che l’imprenditrice ritiene essere “il più vicino agli artisti, in parte perché le risorse della Fondazione sono interamente al servizio delle loro idee per ogni mostra, ma anche perché questo modus operandi le conferisce un’identità più contemporanea e più fluida”.

E l’arte trova ampio spazio anche nella casa dell’imprenditrice culturale: “Ogni oggetto o opera d’arte mi racconta la sua storia, ispira i miei pensieri e le mie decisioni: questo è il motivo per cui ho bisogno di essere circondata da oggetti rappresentativi, nella mia casa privata come nel mio spazio di lavoro”. Da ogni finestra, è possibile vedere “l’intero profilo di Milano, seguendo l’orizzonte a 360°”. “Vivo con la mia casa una relazione simbiotica e osmotica attraverso un continuo processo di ispirazione, per questo motivo ho bisogno di rinnovarla frequentemente, seguendo il mio ritmo interiore” spiega Beatrice Trussardi al magazine. La stanza preferita è il soggiorno, con le finestre rivolte verso il parco, ma adora anche la sala da pranzo “per la sua strana forma che richiede uno speciale layout interno: l’oggetto più iconico è un grande tavolo ovale che uso spesso per organizzare cene intime per gruppi di amici”.
In tre aggettivi, una casa “sobriamente elegante (in stile Giò Ponti), vivace e luminosa”: un luogo ideale dove riposarsi, pensare, creare. E scrivere il futuro di Fondazione Trussardi. Beatrice Trussardi è già al lavoro sulle prossime iniziative: “Stiamo lavorando a un progetto site-specific durante il Miart e il Salone del Mobile, in programma nell’aprile 2019”.